Statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE
Rete delle donne AntiViolenza ( R.A.V.) ONLUS

Articolo 1 (Costituzione, denominazione, sede e durata)
Viene costituita l’Associazione di promozione sociale e culturale composta da donne e denominata “Rete Anti Violenza organizzazione non lucrativa di utilità sociale” ovvero “R.A.V. Onlus”. L’Associazione, ha durata illimitata, non ha fini di lucro ed ha sede a Perugia in via della Torricella n.32. Tale sede potrà essere modificata su delibera dell’ Assemblea delle Socie. L’Associazione ha l’obbligo dell’uso nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.

Articolo 2 (finalità e attività dell’Associazione)
L’Associazione ha come finalità il perseguimento di azioni di solidarietà sociale, mirate a rimuovere ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale e economica su donne, non solo di cittadinanza italiana, all’interno e fuori della famiglia, approfondendo la ricerca, la riflessione, il dibattito, promuovendo e svolgendo informazione, implementando e gestendo azioni, progetti e servizi per costruire una nuova consapevolezza di genere. In particolare l’Associazione intende approfondire le problematiche inerenti “specifiche” esperienze femminili, quali sessualità, maternità, relazione tra lavoro extradomestico, lavoro domestico e lavoro di cura. Essa intende confrontarsi e collaborare fattivamente in rete con organismi nazionali, europei ed internazionali, impegnati a costruire le condizioni per il superamento della violenza di genere e all’acquisizione degli strumenti atti a favorire l’autonomia personale, sociale ed economica di ogni donna. Le linee guida dell’associazione si richiamano ai principi di autodeterminazione delle donne e di libertà e inviolabilità del corpo femminile.

L’Associazione per conseguire tali finalità, si propone di:
Promuovere e diffondere il rispetto dei diritti civili delle donne e tra i generi, sostenendo il superamento delle disuguaglianze e la valorizzazione delle differenze in ogni ambito; attivando le seguenti attività:

1. Promuovere, organizzare e gestire strutture logistiche ove le donne,di qualsiasi provenienza e cittadinanza, sole e/o con le/i loro figlie/i minorenni, possano trovare accoglienza, consulenza, e altre forme di supporto, quali ad esempio gruppi di sostegno e di auto mutuo aiuto, allorquando subiscano maltrattamenti e/o violenze dentro e fuori la famiglia.

2. Realizzare luoghi in cui si approfondiscano le tematiche della violenza contro le donne tramite organizzazione di convegni, seminari di studio e dibattiti ed ogni genere d’iniziative tese ad approfondire la problematica.

3. Sviluppare progetti di prevenzione, servizi e azioni contro la tratta delle donne, la prostituzione coatta e ogni sfruttamento sessuale di donne italiane e straniere nel nostro e in altri paesi.

4. Promuovere e organizzare, anche in collaborazione con altre associazioni o enti pubblici e privati, iniziative atte a sviluppare nella coscienza individuale e collettiva la stima di se e degli altri sì da rendere ogni forma di prevaricazione e sfruttamento di soggetti più deboli, con particolare attenzione alle donne e ai bambini, non più solo legalmente perseguibili ma anche socialmente inaccettabili.

5. Gestire attività di sensibilizzazione,informazione, aggiornamenti, anche innovativi e sperimentali, integrativi e di supporto, dirette alle forze dell’ordine, alle/agli operatrici/ori della sanità, dell’assistenza sociale, dell’educazione e dell’informazione, ad insegnanti, volontarie,tirocinanti, operatrici ed a qualsiasi altro gruppo: associazioni, istituzioni,pubbliche e private, interessate a lavorare sulle tematiche relative alla violenza e all’autonomia delle donne in condizioni di svantaggio sociale e/o psicofisico.

6. Sviluppare la conoscenza della normativa e delle politiche che riguardano i diritti delle donne vittime di violenza.

7. Promuovere confronti e rapporti di collaborazione e cooperazione con associazioni di donne ed istituzioni, a livello nazionale, europeo e internazionale, al fine di attuare dei progetti in rete nelle materie istituzionali di questa Associazione.

8. Costituirsi parte civile, o comunque attuare ogni opportuno intervento, se richiesto dalla parte lesa, nei processi per violenza sessuale, maltrattamenti, sfruttamento di prostituzione, riduzione in schiavitù, e in ogni procedimento: civile, penale, amministrativo, che veda la donna vittima di violenza.

9. Organizzare un centro di documentazione dove archiviare dati e materiali differenti, nel rispetto delle leggi vigenti, sui temi presi in esame dall’Associazione.

Per realizzare le sue finalità, l’Associazione si organizzerà per gruppi di lavoro, deliberati dall’assemblea ordinaria delle Socie e si rapporterà, anche attraverso specifiche convenzioni e finanziamenti a progetto, con le istituzioni pubbliche e private, ivi comprese le amministrazioni locali dell’Umbria (Regione, Province, Comuni, ASL, Università, ecc.). Inoltre potrà organizzare occasionalmente, nei limiti consentiti dalla legge, raccolte pubbliche di fondi, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. E’ fatto divieto di svolgere attività diverse da quelle istituzionali ad eccezione dei quelle ad esse direttamente connesse e accessorie e che non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino il 66 per cento delle spese complessive dell’organizzazione.

Articolo 3 (Socie)
Possono essere Socie dell’Associazione tutte le donne, purché maggiorenni, che si riconoscono nelle finalità di cui al precedente art. 2, si impegnano ad accettare lo Statuto e ad attenersi alle deliberazioni che regoleranno la vita sociale.
La qualità di Socia, che deve intendersi non temporanea, dà diritto ad ognuna di ricevere regolarmente i materiali prodotti dall’Associazione, ad essere informata sulle attività, ad usufruire dei servizi culturali e documentari predisposti, nonché ad esercitare tutti i diritti inerenti alla qualifica, compreso quello di voto all’Assemblea.

Le Socie si distinguono in:
a) Socie fondatrici: sono le donne che hanno promosso la costituzione dell’Associazione e che hanno contribuito a realizzare il progetto di costituzione nel territorio della Regione Umbria di una struttura logistica di aiuto per le donne maltrattate (Centro Barbara Cicioni).
b) Socie ordinarie: sono donne, che, presentate da almeno due socie, chiedono, condividendone le finalità, di far parte dell’Associazione. La qualità di Socia si acquisisce previa l’approvazione dei due terzi dell’Assemblea generale. Tra le associate vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative ed a tutte spetta l’elettorato attivo e passivo.

Articolo 4 (Recesso ed esclusione delle Socie)
Le Socie cessano di appartenere all’Associazione:
a) per dimissioni quando ne diano comunicazione scritta al Comitato organizzativo. Le dimissioni avranno decorrenza immediata, salvo il pagamento della quota sociale per l’anno in corso;
b) esclusione, nei casi di gravi inadempienze agli obblighi derivanti dal presente statuto, di morosità e di incompatibilità con la natura degli scopi perseguiti dall’Associazione.
Sull’esclusione delibera l’Assemblea delle socie con la maggioranza di due terzi delle presenti, sentita la Socia interessata. In questi casi la delibera è validamente assunta se la convocazione dell’Assemblea ne contiene la espressa previsione specifica in apposito punto all’ordine del giorno.
La Socia che, per qualsiasi motivo, cessi di far parte dell’Associazione, non può vantare alcun diritto sul patrimonio sociale. Le quote associative non sono trasmissibili e rivalutabili.

Articolo 5 ( Organizzazione )
Sono organi dell’Associazione:
A) l’Assemblea delle Socie; B) il Comitato organizzativo; C) le Delegate; D) le Tesoriere.

Articolo 6 (l’Assemblea delle Socie)
L’Assemblea delle Socie è sovrana. Le delibere assunte secondo le norme previste dal presente Statuto vincolano tutte le Socie aderenti, anche se assenti o dissenzienti. L’Assemblea viene convocata dal Comitato organizzativo con avviso affisso nella sede sociale per dieci giorni consecutivi prima della data stabilita per l’adunanza e con avviso da inviarsi almeno dieci giorni prima della data stabilita per l’adunanza al domicilio delle Socie, all’indirizzo comunicato per iscritto dalla Socia all’atto dell’iscrizione o successivamente, con qualsiasi mezzo (lettera raccomandata, fax, e-mail od altro) idoneo ad assicurare la prova dell’avvenuto ricevimento. Nell’avviso di convocazione devono essere indicati il giorno, il luogo, l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare. Può essere prevista una data di seconda convocazione che non potrà tenersi nello stesso giorno della prima. Le Socie possono, mediante delega scritta, farsi rappresentare solo da un’altra Socia. Ciascuna Socia non può essere portatrice di più di una delega. Copia di tutte le delibere dell’Assemblea sono depositate presso la sede sociale e sono a disposizione delle Socie, le quali hanno facoltà di chiederne copia.

Articolo 7 ( Convocazione e costituzione delle Assemblee)
L’Assemblea delle Socie può essere ordinaria e straordinaria.
a) L’Assemblea ordinaria deve essere convocata:
almeno una volta l’anno per l’approvazione del rendiconto consuntivo entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio,
quando ne fa espressa richiesta almeno un terzo delle Socie,
in qualunque caso anche una sola delle componenti del Comitato organizzativo lo ritenga necessario.
In caso di particolari esigenze l’Assemblea ordinaria per l’approvazione del rendiconto potrà essere convocata nel più ampio termine di sei mesi.
b) L’Assemblea straordinaria può essere convocata dal Comitato organizzativo ogni qualvolta questi lo ritenga necessario o su richiesta di almeno un terzo delle Socie.
L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è valida in prima convocazione solo se sono presenti o rappresentati almeno due terzi delle Socie ed in seconda convocazione qualunque sia il numero delle Socie presenti o rappresentate.
In mancanza di formale convocazione, l’Assemblea si reputa regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentate tutte le Socie aventi diritto di voto e le componenti del Comitato organizzativo, le Delegate e le Tesoriere se assenti, abbiano dichiarato per iscritto di essere informate di tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno dell’Assemblea e di non opporsi alla trattazione degli stessi. E’ facoltà del Comitato organizzativo convocare l’Assemblea anche in un luogo diverso dalla sede dell’Associazione, purché in Italia.

Articolo 8 (Compiti dell’Assemblea ordinaria)
L’Assemblea ordinaria:
a) approva il bilancio consuntivo; b)discute e delibera i programmi di attività; c) nomina le componenti del Comitato organizzativo, le Delegate e le Tesoriere d) delibera la sostituzione delle componenti del Comitato organizzativo, delle Delegate e delle Tesoriere, che rendessero vacante la carica per dimissioni, decadenza o morte; e) delibera sull’ammissione di nuove Socie; f) delibera sulla decadenza delle Socie nel caso previsto dal precedente articolo 6 lettera b; g) approva il Regolamento relativo alla gestione della sede ed ogni altro eventuale Regolamento che possa rendersi necessario per il raggiungimento degli scopi sociali ed il buon funzionamento dell’Associazione.
Le delibere sono valide con il consenso della maggioranza delle Socie presenti o rappresentate.

Articolo 9 (Compiti dell’Assemblea straordinaria )
L’Assemblea straordinaria:
a) delibera le modifiche da apportare allo Statuto; b) delibera lo scioglimento o la liquidazione della Associazione.
Le delibere sono valide con il voto favorevole dei tre quinti (sessanta per cento) delle Socie presenti o rappresentate.

Articolo 10 ( Comitato organizzativo)
Il Comitato organizzativo è composto da un minimo di cinque ad un massimo di undici Socie (comprese le due Delegate e le due Tesoriere) elette dall’Assemblea ordinaria. Le componenti del Comitato organizzativo durano in carica due anni, sono rieleggibili e le loro cariche sono gratuite; può essere previsto un rimborso spese.

Articolo 11 (compiti del Comitato organizzativo)
Il Comitato organizzativo svolge le seguenti attività:
a) cura l’esecuzione delle delibere delle Assemblee; b) convoca l’Assemblea delle Socie; c) delibera sulla decadenza delle Socie che non versino la quota annuale entro i termini stabiliti dal Comitato organizzativo stesso; d) elabora il rendiconto consuntivo dal quale devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti; e) stabilisce l’ammontare della quota associativa per ogni esercizio e stabilisce i termini per il suo versamento; f) cura la gestione dell’Associazione, può compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che comunque rientrino negli scopi dell’Associazione, fatta eccezione per quelli che a norma di legge e del presente Statuto sono di esclusiva competenza dell’Assemblea; g) predispone il Regolamento per la gestione della sede e ogni altro eventuale Regolamento che possa rendersi necessario per il raggiungimento degli scopi sociali ed il buon funzionamento dell’Associazione, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea ordinaria delle Socie; h) può deliberare l’adesione ad altre associazioni, comitati ecc. la cui azione concorra al perseguimento delle finalità statutarie, scegliendo la rappresentante preferibilmente al proprio interno o tra quelle Socie che abbiano maggior competenza, purchè la partecipazione non rappresenti la quota di maggioranza dell’ente a cui si partecipa, o che comporti un’influenza dominante sull’Ente partecipato i) può nominare la/le responsabili di eventuali progetti tra le Socie che abbiano maggior competenza in materia; j) può deliberare la costituzione di parte civile dell’Associazione, oltre che per tutelare gli eventuali diritti lesi dell’Associazione stessa, ogni qual volta ritenga che la lesione dei diritti di una singola donna comprometta anche i diritti e le finalità dell’Associazione; k) ha facoltà di deliberare il trasferimento della sede nell’ambito del territorio cittadino nonché l’istituzione e la soppressione di succursali, agenzie ed uffici.

Articolo 12 ( convocazione del Comitato organizzativo)
Il Comitato organizzativo viene convocato da una Delegata o su richiesta di almeno due componenti del Comitato stesso; le convocazioni possono essere effettuate con ogni mezzo possa rivelarsi utile (telefono, posta elettronica o quant’altro) almeno tre giorni prima della seduta. La riunione del Comitato è valida se è presente la maggioranza delle componenti elette. (Le delibere sono prese a maggioranza delle componenti presenti. A parità di voto, nelle votazioni palesi, prevalgono i voti delle Delegate.) Il Comitato organizzativo è comunque validamente costituito quando siano presenti tutte le Socie che ne fanno parte, anche se non sono rispettate le modalità di convocazione sopra esposte.

Articolo 13 (delegate e tesoriere)
Le due Delegate e le due Tesoriere vengono elette dalla Assemblea delle Socie; esse fanno parte di diritto del Comitato organizzativo. Le loro cariche sono gratuite. Può essere previsto un rimborso spese.

Articolo 14 (delegate)
Le Delegate hanno, con firma disgiunta, la legale rappresentanza dell’Associazione, stipulano contratti e firmano la corrispondenza che impegni comunque l’Associazione, rappresentano in giudizio l’Associazione, possono rilasciare procure anche per ricorsi e contro-ricorsi alla Suprema Corte di Cassazione nonché per l’assistenza e rappresentanza legale dell’Associazione avanti ad altri organismi giurisdizionali e amministrativi, rispondono dei fatti amministrativi compiuti in nome e per conto dell’Associazione.

Articolo 15 (tesoriere)
Le Tesoriere, con firma disgiunta, curano la riscossione delle entrate e il pagamento delle spese ed in genere ogni atto contenente una attribuzione o diminuzione del patrimonio dell’Associazione, curano la tenuta dei libri cassa e tutti i documenti che specificatamente riguardano il servizio affidato loro, curano il verbale dell’Assemblea e delle riunioni del Comitato organizzativo. Le Tesoriere hanno facoltà, con firme libere disgiunte, sia l’una dall’altra sia da quelle delle Delegate, di aprire conti bancari, di emettere ed incassare assegni, vaglia, cambiali, tratte o altri mezzi di pagamento, di provvedere a riscuotere da enti pubblici e privati contributi e somme erogate a qualsiasi titolo all’Associazione, con facoltà di rilasciare liberatorie quietanze con la loro firma disgiunta ad Enti pubblici e privati.

Articolo 16 (Patrimonio sociale)
Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
a) dai contributi delle associate; b) dai beni acquistati con questi contributi; c) da eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenze di bilancio nonché dai proventi indicati all’art. 17.
Le Socie che, per qualsiasi causa, cessano di far parte dell’Associazione non possono vantare diritti sul patrimonio.

Articolo 17 ( entrate e rendiconto)
Le entrate dell’Associazione sono costituite:
a) dalle quote sociali annuali; b) dal reddito del patrimonio; c) da contributi, elargizioni, lasciti, donazioni da parte di persone fisiche, società ed enti pubblici e privati, finalizzati al perseguimento degli scopi dell’Associazione.
L’esercizio finanziario dell’Associazione ha inizio e termine rispettivamente il 1° gennaio ed il 31 dicembre di ogni anno. Al termine di ogni esercizio il Comitato organizzativo redige il bilancio e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea delle Socie entro il mese di aprile. E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla legge o effettuate a favore di altre Onlus che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima struttura unitaria. Gli utili o gli avanzi di gestione sono impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Articolo 18 (Scioglimento )

Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato con il voto favorevole di almeno due terzi delle associate, il patrimonio residuo e le entrate di cui all’art. 4 che risultino non spese, dovranno essere destinate ad altra Associazione di donne, organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità per il raggiungimento di finalità identiche o similari a quelle statutarie, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Articolo 19
Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto si richiamano le norme di legge in materia.

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